Peter, prendi quella mano!

Il nuovo trailer ufficiale di Spider-Man – No Way Home è stato pubblicato oggi e il 15 dicembre finalmente vedremo il film al cinema!

Le aspettative sono alte, a me personalmente i due film precedenti sono piaciuti molto e credo che la versione di Spider-Man e soprattutto di Peter Parker di Tom Holland sia la migliore di tutte.

Qui il link del trailer: https://youtu.be/FO9bF42JBSI

Il trailer anticipa un film pieno di azione e colpi di scena ma anche di momenti a volte esilaranti e a volte commoventi. Insomma, il solito mix Marvel.

Un momento soprattutto mi ha dato i brividi e credo che tutti sappiamo quale. Ti prego, Peter, stavolta prendi quella mano!

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Stranger Things 004/004

FINALMENTE CI SIAMO! L’ultimo teaser trailer, l’ultima anticipazione, l’ultimo enigma.

STRANGER THINGS 4 ARRIVA NELL’ESTATE 2022.

Ecco il link dell’ultimo teaser dal titolo “Benvenuti in California“: https://youtu.be/loc8E3Ctw7E

Non trattengo più l’entusiasmo né l’impazienza: l’estate deve assolutamente arrivare presto. Sono troppo curiosa!

Due giorni fa era lo Stranger Things Day perché proprio il 6 novembre 1983 spariva nel nulla Will Byers e iniziava così questa straordinaria storia. Dalla prima puntata andata in onda nel 2016 sono accadute tante cose ma chissà cosa accadrà adesso! Penso che da qui all’estate 2022 io rivedrò mille volte questi 4 teaser trailer e perché no pure le tre stagioni passate! Se non le avete viste vi consiglio assolutamente di correre a rimediare perché vi assicuro che Stranger Things sarà una delle cose migliori che avrete mai visto!

Brooklyn (2016)

Brooklyn è la promessa di un nuovo mondo, la promessa di una nuova vita e di un futuro migliore. Eilis è una giovane ragazza irlandese che ha l’opportunità di trasferirsi a Brooklyn e di cominciare lì la vita che in patria non riesce realizzare. Saoirse Ronan è una bravissima (e giovanissima) attrice ma in questo film la sua bellezza è eloquente tanto quanto il suo talento. Una bellezza fredda e dolce, delicata e aggressiva allo stesso tempo. Negli occhi ci sono la tristezza e la gioia di Eilis, l’angoscia che prova e la pace che cerca.

Lasciare il proprio mondo e la propria famiglia alle spalle è difficilissimo. Il rimpianto e i sensi di colpa sono insopportabili. La vita che ha sempre sognato è davanti a lei e può essere migliore di quella vissuta fino ad ora eppure la nostalgia è troppo dolorosa. Eilis pensa a chi ha lasciato in Irlanda, a chi non può essere con lei e a chi non vedrà più. Sì, la nostalgia è troppo dolorosa.

Inizialmente Eilis è spaesata e inesperta ma pian piano trova il proprio posto, conosce Tony e inizia finalmente a conoscere la felicità. Quando però un grave lutto colpisce la sua famiglia torna in Irlanda dove trova ad accoglierla il mondo di sempre. Un mondo forse più semplice, più sicuro. Un mondo dove adesso potrebbe avere anche lei un posto senza dover fare le dolorose rinunce a cui l’America l’ha costretta, senza doversi sentire schiacciata dai sensi di colpa e logorata dal rimorso e dal rimpianto. Lì la vita sarebbe forse più semplice.

Ma il suo cuore, la sua vita e la sua casa ormai sono in America. Sono a Brooklyn, con Tony e con la vita che loro due possono costruire insieme. Il loro matrimonio, la loro casa da costruire, la loro famiglia da formare. Tutto questo è a Brooklyn e lì Eilis tornerà (non senza tristezza).  

“La nostalgia sarà così forte che vorrai morire e non potrai farci niente tranne resistere. Ma ce la farai e non morirai. Finché un giorno spunterà il sole, forse non te ne accorgerai subito: la sua luce sarà tenue e ti sorprenderai a pensare a qualche cosa o a qualcuno che non ha un’attinenza con il passato, qualcuno che appartiene solo a te, e capirai che la tua vita è lì.”

Andare avanti e non guardare indietro. Resistere e sperare. Non lasciarsi sopraffare dalla nostalgia e dalla tristezza. Saper distinguere tra la felicità propria e quella altrui. Saper chiamare casa non il posto in cui si è vissuti e si ha un passato ma il posto in cui si vuole vivere e in cui si vede un futuro. Questo è Brooklyn. La storia di una ragazza che vivrà per sempre con il peso della nostalgia e l’amarezza del passato ma che sa dentro di sé che la sua vita, il suo mondo e la sua casa sono dove c’è futuro. Dove c’è speranza e dove c’è amore.

Questo film è meraviglioso e ne consiglio la visione ai romantici e ai sognatori. Vi lascio qui il link del trailer: https://youtu.be/RDKVCyL-knU. Preparate qualche fazzoletto però perché vi servirà.

Voto: 7/10.

(Not) The Greatest Showman

The Greatest Showman è un film spettacolo che parla di spettacolo. Anzi canta, salta e balla. Le canzoni sono stupende e sono magnificamente cantate dai membri del cast dotati tutti di una voce stupefacente. L’adulta che sono oggi è per un attimo sparita per lasciare posto alla sua lontana versione adolescenziale quando Zac Efron ha iniziato a cantare e ballare: sapete, reminiscenza di High School Musical. A parte gli scherzi per quanto riguarda gli altri membri del cast molti sono quelli di cui sinceramente ignoravo le doti canore: di Hugh Jackman già avevamo avuto numerose prove ma di Zendaya, Rebecca Ferguson e Michelle Williams io non avevo idea.

Devo dire che il film nel complesso non mi ha lasciato molto. Sarà che forse la storia (vera, tra l’altro) è raccontata in modo un po’ banale. Sarà che forse tutto resta su un piano piuttosto superficiale senza scendere mai troppo nel profondo. Penso per esempio alle storie interpersonali ma non solo. In generale credo che dagli spunti che c’erano potesse uscire fuori un film migliore e quindi per questo dico che nel complesso il film non mi ha lasciato molto. Non mi ha coinvolta molto, non mi ha emozionata molto. E purtroppo penso proprio che uno degli scopi principali di uno spettacolo sia questo: emozionare il suo pubblico.

Ciò nonostante un film che si propone come uno spettacolo deve essere poi per davvero uno spettacolo e The Greatest Showman di sicuro lo è. Non direi che sia proprio il più grande show però di sicuro è degno del suo nome. È uno show. È uno spettacolo di ballo e soprattutto canto. Canti solitari o corali, tristi o allegri, potenti o rassegnati. Una cosa è sicura: anche a distanza di giorni non si può far altro che canticchiare molte delle sue canzoni e sono sicura che con altre pure a distanza di mesi mi scenderà ancora qualche lacrimuccia.

Voto: 6,5/10.

Little Miss Sunshine

Little Miss Sunshine è un film del 2006 entrato ormai nel cuore di molti cinefili e non. Chi non ha mai visto almeno una volta il bel faccino di Olive, la bimba di 7 anni che da sempre sogna di partecipare ad un concorso di bellezza? La sua famiglia è un po’ sgangherata: il padre tiene conferenze semideserte sui cosiddetti nove passi per raggiungere il successo, il fratello ha fatto voto di silenzio finché non potrà frequentare l’Accademia Aereonautica, il nonno sniffa eroina, lo zio Frank (un meraviglioso Steve Carell) ha da poco tentato il suicidio e la madre si fa in quattro per star dietro a tutti.

Ciò che più o meno li unisce è l’affetto per la piccola Olive e così tutti insieme partono con un vecchio furgoncino alla volta del concorso nazionale della California Little Miss Sunshine. Durante il viaggio ne capiteranno di tutti i colori e tra lacrime e risate questa famiglia dovrà rimboccarsi le maniche e inventare originali soluzioni a problemi altrettanto originali.

Quello che il padre ha sempre cercato di insegnare alla sua famiglia è che il mondo si divide in vincitori e perdenti e che loro – gli Hoover – dovranno sempre lottare per essere dei vincenti. Basta impegnarsi, dice. La verità è che nessuno di loro lo è davvero: lui stesso non riesce a far pubblicare il libro a cui stava lavorando, il figlio non potrà pilotare aerei perché daltonico, Frank sente che tutta la sua vita è un grande fallimento.

Olive non è una reginetta di bellezza ma ha sempre creduto nel suo sogno. Ora però ha paura di fallire, ha paura di essere una perdente. Ma ciò che il nonno le dice le fa capire che il padre non ha ragione: il mondo non è diviso in vincitori e perdenti e non c’è niente di male a perdere ogni tanto, a mettersi in gioco, rischiare e fallire.

“Sai chi sono i perdenti? I perdenti sono quelli che hanno così paura di non vincere che non ci provano nemmeno.”

Il viaggio in pulmino, le avventure e disavventure che devono affrontare, il concorso di bellezza che non va assolutamente come si aspettavano. Tutto questo è un’occasione perché la famiglia diventi più unita. È un’occasione perché Olive insegua il suo sogno ma anche perché impari che l’importante è provare e non importa se poi si vince o si perde: bisogna essere sempre fieri di aver provato e bisogna sempre essere pronti a provare ancora. Il viaggio è un’occasione perché anche tutti gli altri imparino questa lezione: il fratello, lo zio e il padre in particolar modo.

Essere se stessi, dare valore alle cose importanti, provare e riprovare senza mai darsi per vinti, senza mai mollare. Questo imparano gli Hoover. Con leggerezza e allegria, non con pesantezza e tristezza. Il sorriso nasce spontaneo quando si guarda Little Miss Sunshine. Quella bambina è davvero la bambina più bella che esista perché irradia una luce tutta sua, una luce fatta di gioia e spontaneità, sicurezza e determinazione, bontà e gentilezza. Lei crede nel suo sogno anche quando il sogno non c’è più. Non potrà più gareggiare ad alcun concorso di bellezza in California ma non è certo la fine del mondo! Lei è fiera di se stessa, la sua famiglia è fiera di lei. E ciò che più conta è che tutti quanti si sono divertititi insieme. Niente pressioni, niente delusioni e niente tristezza. Solo la gioia di ballare spensierati tutti quanti insieme.

Maid e la forza di voltare per sempre pagina

Maid è la storia di una ragazza di nome Alex che nel mezzo della notte scappa di casa con la figlia Maddy per fuggire dal compagno alcolizzato Sean diventato violento e aggressivo. Alex ha solo 25 anni, non ha un lavoro né un posto dove stare. È sola al mondo: non può contare nemmeno sulla sua famiglia dato che la madre soffre di un grave disturbo bipolare non diagnosticato e il padre – anche lui ex alcolista violento – ha una nuova famiglia in cui lei non ha mai trovato posto. Decide così di rivolgersi agli assistenti sociali che la indirizzano verso una casa rifugio per donne vittime di abusi. È forse qui che Alex capisce realmente di essere vittima lei stessa di un abuso. Quando infatti rifiuta il posto nella casa rifugio per “non rubarlo ad una donna che ha subito dei veri abusi” l’assistente le chiede spiazzandola quali siano allora i cosiddetti “finti abusi“. La risposta è che non ne esistono e quelli che Alex ha subito sono veri, sono emotivi.

Siamo infatti abituati a pensare agli abusi domestici come ad abusi fisici e basta. In fondo molti pensano che il controllo, la mortificazione, lo svilimento e l’intimorimento non siano un vero e proprio abuso. Siamo abituati ad immaginare l’aguzzino come un mostro demoniaco che si riconosce da lontano, una persona spudoratamente orribile e cattiva da cui è quindi facile tenersi alla larga e soprattutto da cui è facile fuggire. Spesso arriviamo perfino a pensare che in fondo sia facile dire basta, che sia facile riconoscere il pericolo e allontanarlo da sé. Pensiamo che se capitasse a noi ce ne andremmo alla prima avvisaglia. Ma non è così facile e Maid questo ce lo mostra in modo amaro e lacerante.

Sean non è un mostro che si riconosce da lontano, non è una persona spudoratamente orribile e cattiva. Sean è un ragazzo problematico che affoga la sua disperazione nell’alcol da quando aveva 9 anni, da quando sua madre era tossicodipendente e il suo patrigno lo picchiava violentemente. Quando beve Sean è irascibile e aggressivo: scatta per niente e Alex arriva ad aver paura persino a respirare. Quando beve Sean è un mostro e Alex questo lo ha capito a sue spese. Non è l’alcol a rendere violento l’uomo ma certo tira fuori tutta la rabbia e l’aggressività che evidentemente questo ha dentro di sé e che di solito riesce a domare. Per questo quando non beve Sean è dolce e amorevole. Riesce appunto a disintossicarsi perché non vuole essere come la madre e perché vuole essere un compagno e un padre migliore: infatti con Maddy riesce ad essere un padre amorevole e con Alex si dimostra ancora una volta il ragazzo dolce e gentile degli inizi, quello che la sostiene e la aiuta quando da sola non riesce a gestire i casini della sua famiglia, quello che la tranquillizza con i suoi abbracci e i suoi sorrisi. Quello che c’è per lei in ogni caso e ad ogni costo. Noi come Alex arriviamo perfino a perdonare Sean, a giustificarlo, a dimenticare il mostro che era diventato. Perché ora lui è solo lui: è dolce, protettivo, accorto. Non è un mostro, è solo Sean. Ma non dura molto purtroppo. I litigi e le incomprensioni lo riportano sulla strada dell’alcolismo e piano piano tutto torna come prima. Torna il controllo su Alex, torna la mortificazione, torna l’aggressività. Torna il mostro. Con lui in casa ci dimentichiamo di Sean e di chi era. C’è spazio solo per l’odio e per la paura. Alex fugge di nuovo con Maddy e stavolta Sean dopo l’ennesimo tentativo di riavvicinamento riesce a capire che lui non può prendersi cura della figlia se prima non si rimette in sesto. L’alcol controlla la sua vita e lui non può fare come la madre, non può rovinare la vita anche a sua figlia. Vorrebbe essere migliore e promette di provarci: nel frattempo accetta che madre e figlia vivano lontano da lui. In lacrime chiede perdono ad Alex. Un perdono che lei non gli concede a parole ma che forse intravediamo nei suoi occhi.

Questo è il bello di Maid. Sean non ci viene presentato come un mostro spietato e gratuitamente cattivo che è facile condannare e ripudiare ma come un ragazzo molto problematico che prova ad essere migliore e non ci riesce. Veniamo fuorviati come Alex nel perdonarlo, nel giustificarlo, nel provare empatia nei suoi confronti riuscendo persino a dimenticare il mostro che è capace di diventare quando si lascia andare. È così che possiamo capire quanto in realtà sia difficile per una donna. Quanto sia difficile non riconoscere il pericolo. Quanto sia difficile vedere il mostro oltre il volto di chi pensiamo di conoscere. Quanto sia difficile non perdonare l’uomo che si ama e che ci ama quando si dimostra quello di un tempo, quando è dolce e gentile come una volta. Quando ci promette che sarà migliore, che è cambiato. Il passaggio importante è proprio questo: non importa se non abbiamo davanti a noi un mostro spietato e gratuitamente cattivo ma piuttosto un ragazzo problematico e sofferente. Non importa se a tratti è dolce e gentile come una volta. Non importa se ci amiamo, se ci sosteniamo, se ci capiamo. Se c’è aggressività, se c’è violenza, se c’è timore non ci può essere altro. Se ad ogni litigio, ad ogni incomprensione sappiamo che corriamo un pericolo, se temiamo per noi e per i nostri figli niente altro ha importanza. Per quanto faccia male e per quanto sia difficile dobbiamo trovare la forza di reagire e dire basta. Prima che sia troppo tardi.

Alex ha il cuore infranto ma non arretra e non torna indietro perché lei e sua figlia meritano una vita migliore. Una vita in cui Sean avrà sempre un posto ma alle dovute condizioni. Durante tutta la serie Alex deve affrontare mille problemi e mille sfide ma non si arrende mai. Vivendo inizialmente come una senzatetto cerca, trova e poi perde un lavoro come domestica, cambia alloggio più volte nella disperata ricerca di un posto dove lei e sua figlia possano stare. Ma alla fine ci riesce. Trova un lavoro, viene accettata al college e potrà così realizzare per sé e per sua figlia qualcosa di bello. Qualcosa che sia all’altezza di ciò che meritano.

“Molte persone non scommetterebbero su una madre single che si iscrive al college ma non sanno quello che ci è voluto per arrivarci: 338 bagni puliti, 7 tipi di sussidi governativi, 9 traslochi, una notte alla stazione dei traghetti e l’intero terzo anno della mia dolcissima figlia Maddy.”

Non dobbiamo pensare che sia facile ma non dobbiamo nemmeno pensare che sia impossibile. Ci vuole forza e ci vuole coraggio. Alex trova la propria forza nell’amore che prova per la figlia. Un amore incondizionato che le rende sopportabili la fatica del lavoro, la fame e la stanchezza, la povertà e le umiliazioni. Un amore incondizionato che le dà la forza di fuggire in piena notte dall’unico mondo che conosce e che sembra fatto per lei. Un amore incondizionato che le dà la forza di lottare e non mollare nonostante la solitudine e la disperazione. Un amore incondizionato che vince sulla paura e sul dolore. Perché “tutto questo nuovo mondo è per Maddy“.

Se volete vivere un’esperienza emozionante vi consiglio di guardare questa miniserie (disponibile su Netflix). Vi lascio qui il link del trailer: https://youtu.be/ZO4dyMGD7QU. Sono solo 10 episodi e vi assicuro che ne vale assolutamente la pena. È emozionante. Straziante, triste e doloroso ma anche bello, profondo e commovente.

Un nuovo Willy Wonka

Ieri Timothée Chalamet ha pubblicato sui suoi social la prima foto ufficiale di se stesso nei panni di Willy Wonka per il film dal titolo “Wonka” diretto da Paul King e previsto nelle sale per il 2023. Questo ragazzo non smetterà mai di stupirci, credo io!

Il compito non è facile. Il romanzo di Roald DahlLa fabbrica di cioccolato” è stato già adattato ben due volte al cinema in due versioni di grande successo e i precedenti interpreti di Willy Wonka sono diventati assolutamente iconici.

Nel 1971 il regista Mel Stuart diresse Gene Wilder nel ruolo di Willy Wonka nel film “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato“.

Nel 2005 il regista Tim Burton diresse Johnny Depp nel medesimo ruolo di Willy Wonka nel film “La fabbrica di cioccolato“.

Tutti noi abbiamo stampate in mente le immagini di entrambe le versioni. Entrambe ben riuscite, entrambe di grande successo. Non sarà facile per il regista eguagliare la buona riuscita del film e anche per il giovane attore eguagliare la fantastica interpretazione di questo personaggio così stravagante e iconico. Le aspettative però possono essere alte: Timothée Chalamet ha già dato prova in diversi contesti del suo brillante talento e non vediamo l’ora di vederlo all’opera in un ruolo così particolare e insolito.

è tempo di morire?

Non ho ancora (purtroppo) avuto modo di vedere il nuovo film di James BondNo Time To Die”. Quindi per me – scusate il gioco di parole – è decisamente tempo di morire se non rimedio al più presto! Con tutti i ritardi subiti a causa del Covid il film è uscito un anno dopo rispetto alla data prestabilita e ora io non sto più nella pelle.

Da piccola adoravo i film di 007: non so quante volte ho visto Licenza di uccidere con Sean Connery. Per questo devo confessare che quando Daniel Craig è stato scelto come nuovo James Bond ero un po’ scettica: l’asticella soprattutto dopo Sean Connery, Roger Moore e Pierce Brosnan era molto alta. Ma poi sono rimasta incredibilmente sorpresa da quanto Craig mi sia piaciuto nel ruolo.

Il suo James Bond è diverso dal classico agente segreto elegante, beffardo e astuto a cui eravamo abituati. È un uomo più ruvido, più grezzo, più aggressivo forse. Del resto i film stessi sono diversi: hanno un diverso ritmo, un diverso contenuto e un diverso significato. Credo che proprio questa sia la forza dei film con Craig e credo anche che sia questo il motivo per cui hanno avuto così tanto successo. Non si è trattato di portare avanti una storia strascicandola e ripetendola bensì si è trattato di reinventarla modernizzandola, attualizzandola e soprattutto approfondendola. Daniel Craig infatti non interpreta solo lo scaltro agente 007 ma anche e soprattutto l’uomo James Bond con i suoi traumi e le sue lotte personali, i suoi amori e i suoi dolori, i suoi successi e i suoi fallimenti.

Non vedo l’ora di vedere No Time To Die che – si dice in giro – sia una più che degna conclusione del bellissimo percorso iniziato con Craig ben 15 anni fa. A proposito: per fare un breve recap questi sono i precedenti film di 007 che hanno visto Daniel Craig nei panni di James Bond: Casino Royale (2006); Quantum of Solace (2008); Skyfall (2012); Spectre (2015). A mio parere ogni film era più bello del precedente: per questo potrete capire la mia impazienza e la mia curiosità.

Azione, spettacolo ma anche inaspettate e travolgenti emozioni. Questo è il cinema di James Bond. Un colosso, un pilastro del cinema mondiale. Se anche voi come me non avete avuto ancora modo di correre al cinema vi capisco ma se non avete intenzione di farlo ricredetevi! Qui vi lascio il link del trailer: https://youtu.be/DWn09Qk6iTU. Spero di avervi convinti ad avvicinarvi – se non lo avete già fatto – a questa bellissima e spettacolare saga! Se siete fan del buon cinema, se anche voi vi emozionate come me quando vi trovate fisicamente in una sala ma vi sentite catapultati nello spettacolare mondo proiettato davanti a voi vi assicuro che questa saga è adatta a voi!

Cillian Murphy e Christopher Nolan di nuovo insieme

Christopher Nolan è a lavoro per un nuovo film stavolta incentrato sulla figura di Robert Oppenheimer, fisico famoso soprattutto per la sua partecipazione al progetto Manhattan e dunque alla costruzione della bomba atomica. Poco o niente si sa del film ma si pensa che la data di uscita sia prevista per il 2023. Certo invece sembra il nome dell’attore che interpreterà il ruolo del fisico: Cillian Murphy.

Non è una novità che a Christopher Nolan piaccia molto Cillian: questo sarà infatti il sesto progetto a cui i due parteciperanno insieme. Ci sono stati Batman Begins, Il cavaliere oscuro, Inception, Il cavaliere oscuro – il ritorno e Dunkirk. Finalmente però a questo attore poliedrico e brillante spetterà il ruolo del protagonista assoluto e non vediamo l’ora di vederlo all’opera! (La somiglianza comunque è già innegabile!)

L’attesa è alta per il film: Christopher Nolan è un bravissimo (e molto discusso) sceneggiatore e regista e questo progetto sembra molto interessante. Non ci resta che aspettare!

Ciao Peter!

Riflettevo sul trailer del nuovo film su Spiderman dal titolo “No Way Home” rilasciato un mese fa. Il protagonista è ancora naturalmente Tom Holland ma si preannunciano molte novità.

Oltre a Doctor Strange molti altri personaggi del Marvel Cinematic Universe si uniranno al cast del film e non sappiamo nemmeno fino in fondo quanti e quali. Girano infatti voci su un probabile ritorno in scena dei vecchi interpreti di Spiderman stesso, ovvero Tobey Maguire e Andrew Garfield. Non ci sono state conferme su questo fronte ma per quanto riguarda altri grandi ritorni non ci sono dubbi. Nel trailer infatti si vedono chiaramente in azione vecchi nemici dei vecchi Spiderman. IO NON VEDO L’ORA. È come se la mia infanzia si ricongiungesse con la mia età adulta! Quando ero piccola infatti adoravo i film di Spiderman con Tobey Maguire e lo stesso è stato con i film con Andrew Garfield quando ero adolescente. Quando poi ero già adulta è arrivata la versione con Tom Holland e mi ha totalmente conquistata.

Se volete dare un’occhiata questo è il link del trailer: https://youtu.be/8EzvnuqcIpI

Ma a voi non vengono i brividi a sentire il Dottor Octopus di Alfred Molina dire “Ciao Peter“? A me sì, decisamente!

Sono curiosa di vedere come verrà sviluppata la storia ma sono anche molto fiduciosa: fino ad ora i film di Spiderman affidati a Jon Watts mi sono piaciuti tantissimo e penso che Tom Holland sia in assoluto il miglior Spiderman di sempre.

Non ci resta che aspettare Natale!